Condizionamento operante
Skinner (1938) a partire da Thorndike, sviluppa una versione arricchita della legge dell’effetto. Skinner riconosce importanza all’apprendimento per condizionamento classico, ma evidenzia l’esistenza di molteplici comportamenti messi in atto senza essere condizionati da alcuno stimolo.
Infatti, il condizionamento operante differisce da quello classico perché è spontaneo e non condizionato.
Se suona il telefono (stimolo dichiarativo) io vado a rispondere e sono io che opero, cioè agisco, per produrre un effetto.
Skinner mette anche l’accento sul rinforzo post-azione. Se l’animale affamato, scopre che muovendo una leva ottiene cibo, lo rifà e ottiene lo stesso risultato, premerà la leva sempre più di frequente perché il rinforzo del cibo lo induce a riprovare.
Ecco un aspetto interessante dei rinforzi.
I rinforzi nel condizionamento operante spiegato da Skinner posso essere:
- primari (come il cibo, il sonno, dare da bere) o secondari, come i soldi, i complimenti, gratificazioni. Il voto scolastico può essere un rinforzo secondario quando lo studente studia per il voto, e quindi, per riconoscimento, accettazione, soldi, premi, paghette…
- continuo (ad ogni volta avviene il rinforzo) o parziale (ogni tanto avviene il rinforzo). Il rinforzo parziale è più lento ad instaurare ma più subdolo perché tiene legato il soggetto al comportamento senza la garanzia di un rinforzo. Esempi nel regno “umano” sono il gioco d’azzardo, i gratta e vinci dal tabaccaio, i casinò…
Secondo Skinner, il condizionamento operante agisce anche nella formazione del linguaggio dei bambini. Quando il bambino punta a una cosa e dice la parola giusta, il genitore rafforza con un “bravo”, quando, invece, sbaglia associazione tra oggetto e parola, il genitore corregge e non rinforza.
Questa semplice spiegazione alla formazione del linguaggio ha però suscitato critiche da Chomski per essere troppo riduttiva. Certo, però indicativa. Altre teorie e prove hanno dimostrato in seguito che l’apprendimento avviene anche per modellamento e per insight e non solo per rinforzo o per prove ed errori.
Vedi Principio di Premack e Modellamento








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