Distorsioni
Le distorsioni si suddividono in:
• lettura della mente: “io non ti piaccio”, qui il difetto della frase sta nel presumere di poter interpretare i pensieri altrui e di entrare nella loro mente,
• equivalenza complessa: “mi sgrida sempre, perché non gliene frega niente di me”, qui chi parla dà per scontato il collegamento – non diretto né scontato – tra l’essere stato sgridato da una persona e ciò che questa persona prova in generale per lui,
• causa ed effetto: “mi fa sempre uscire dai gangheri”, qui x porta a y (mentre prima è come se fosse x = y)
• lost performative: “è sbagliato criticare così”, qui si distorce la fonte e eludendola si fa diventare una propria regola una regola generalizzata. Omettendo la fonte, il pensiero espresso non è più giudizio personale ma acquisisce una certa ufficialità.
• presupposizioni: “se sapesse quanto ho sofferto, non si rivolgerebbe così con me”, qui il “quanto ho sofferto” è dato per vero e non si discute, è vero nella mappa di chi parla.
Vedi anche Metamodello, Cancellazioni, Generalizzazioni








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