Educare i figli in tre mosse

Chi tra noi genitori non vorrebbe avere un manuale per educare i figli in poche mosse? Io ne ho cercato uno sin dalla nascita della mia prima figlia 5 anni fa e non ne ho trovato uno…

Ne ho trovati tre: la PNL adattata ai bambini, la Positive Discipline per l’amorevolezza in ogni cosa, anche nella fermezza e lo Yale Parenting Method per ma metodicità e l’educazione equa e rispettosa.

Da coach di persone adulte ho dovuto modificare qualcosa nel relazionarmi con le mie figlie. Sono meravigliose spugne che imparano giorno dopo giorno a conoscere le proprie emozioni. Se piangono, ridono o si esaltano per pochissimo è perché lì dentro è tutto nuovo, tutto prorompente. Ne parlo nel libro Il linguaggio emotivo dei bambini, edito Sperling & Kupfer. Parlo di buone emozioni, da riconoscere e replicare naturalmente… Parlo di emozioni da gestire come rabbia o tristezza o disagio… Anch’esse da avere (come bene ci insegna il cartone animato Inside Out!) e da saper gestire.

Il ibro si ferma ad esempi di bambini fino ai 5 anni, mentre il metodo Figli Felici si adatta a bambini fino ai 14 anni. Dopodiché le modalità di interazione si fanno più “da adulti”, semplicemente perché la loro parte della neocorteccia è sufficientemente sviluppata per adeguare il linguaggio a quello tra adulti.

Educare i figli passa dal linguaggio e dal nostro atteggiamento e nel libro, questi due elmenti sono visti in rapporto al loro sviluppo cerebrale.

Tuttavia, molti accorgimenti linguistici rivolti a bambini, e che spiego nel libro, possono essere adottati da noi stessi alla nostra mente inconscia o verso altri adulti in momenti emotivamente coinvolgenti, semplicemente perché la mente dei bambini corrisponde in molti aspetti alla nostra mente inconscia, più emozionale e diretta.

Per educare i figli esistono alcuni semplici accorgimenti che spiego nel metodo Figli Felici, ecco due mosse per iniziare:


1. L’atteggiamento è più importante delle parole. Qualsiasi cosa faccia tuo figlio, mantieni un atteggiamento amorevole, anche se lo vuoi sgridare e dire no. Un genitore riesce meglio se sereno. Quando siamo arrabbiati ci riesce tutto male e lo sappiamo. Meglio allontanarsi un minuto, respirare, calmarsi e poi ritrovare tutto l’immenso amore che abbiamo per loro, anche se fanno sciocchezze…

2. Parliamo di meno. Quante volte cerchiamo di spiegare e giustificarci. È il difetto/pregio di noi genitori di oggi. È bello spiegare e coinvolgere. Dobbiamo imparare a capire quando è basta. Se non puoi comprare un gioco/cane/tartaruga/… e tuo figlio non lo capisce alla seconda volta che glielo spieghi, è ora di terminare la conversazione. La differenza che farai sarà nel mantenere un atteggiamento amorevole!

3. A completamento delle due precedenti c’è la distinzione tra i figli come persone e i loro comportamenti. non sono capricciosi, fanno un capriccio. Non sono cattivi, hanno fatto i monelli per quella cosa. La differenza è grande e loro devono imparare a farla. Per loro se nessuno glielo insegna ciò che fanno è ciò che sono. È fondamentale che i genitori distinguano e insegnino a distinguere comportamenti da identità di persone meravigliose e buone.


Autore dell'articolo
Debora Conti

Debora Conti

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Debora Conti è qualificata come Trainer di Programmazione Neurolinguistica (PNL), certificata direttamente dalla Society di NLP da Richard Bandler. È l’unica operatrice certificata per l’Europa nel metodo educativo KPMT dello Yale Parenting Center e Parent Facilitator per la Positive Discipline. Debora Conti è trainer di vari corsi di crescita personale tra cui Giusto Peso Per Sempre e il percorso per professionisti, Figli Felici, Indipendenza Emotiva e PNL per Coach.

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