Meta Model
Il Metamodello o linguaggio di precisione ricerca il COME funzionano i pensieri nelle menti delle persone e “scava” nelle strutture delle nostre esperienze. Fu il primo modello linguistico studiato da Richard Bandler e John Grinder. È basato da principio sulla grammatica trasformazionale di Noam Chomsky e fu redatto proprio osservando Virginia Satir e poi Milton Erickson.
È uno strumento che va al di là (meta) del modello linguistico, per capire meglio il significato al di là delle parole, per indagare maggiormente se necessario o per essere usato appositamente per risultare più chiari, efficaci, diretti o vaghi, consapevolmente.
Il metamodello aiuta ad andare dalla struttura superficiale di una frase alla sua struttura profonda, infatti la presupposizione “La mappa non è il territorio” da Alfred Korzybski si adatta alla struttura linguistica per cui la parola non è l’oggetto nominato. La nostra codifica può portare a un impoverimento della struttura e a una presentazione della “mappa” ambigua.
Il metamodello aiuta a capire come le persone effettuano cancellazioni, distorsioni e generalizzazioni. Il metamodello perciò segue la formulazione molto precisa di domande per estrapolare le strategie di pensiero, le strutture di schemi e comportamenti.
Esempio di cancellazione: “sono stanco”
Esempio di distorsione: “mi fai arrabbiare”
Esempio di generalizzazione: “non mi ascolta mai quando gli do un consiglio”.
Richard Bandler e John Grinder costruirono un sistema di domande mirate a smontare il linguaggio quando limitava la persona e ampliare così la mappa del territorio dei clienti e aiutarli a vivere meglio certe situazioni.
Vedi anche presupposizioni , distorsioni, cancellazioni, generalizzazioni







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