Oblio nella memoria
Nel momento in cui le informazioni passano dalla MBT (memoria a breve termine) alla MLT (memoria a lungo termine) la possibilità dell’oblio è rapida all’inizio ma poi il ricordo tende a stabilizzarsi con l’andare del tempo. L’informazione nelle prime 8 ore subisce un forte decadimento, ma se viene ripresa a intervalli regolari, poi si mantiene costante a lungo.
Ebbinghaus (1885) fu il primo studioso che provò l’andamento dell’oblio proprio con esperimenti di ripetizione e memorizzazione su se stesso. Gli studiosi sono arrivati oggi alle conclusioni che non sia il semplice passare del tempo a portare alla dimenticanza di informazioni, ma si tratta di un effetto di interferenza di altre informazioni e stimoli.
Ecco perché si dice che si ricorda meglio se ci si riposa nel frattempo. Il sonno, sembra, sospende o rende meno presente l’effetto di interferenza di fatti distraesti. Quindi, dormire e dormirci su aiuta a ricordare proprio perché riduce le interferenze di altre occupazioni che potrebbero distrarre la mente.








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