Studiare e autoregolazione
Secondo le teorie attuali dell’apprendimento, esistono 4 condizioni per cui una prestazione d’esame (scritto o orale) possa riuscire:
1. effettiva conoscenza della materia
2. giudizio sulla propria conoscenza, se sia o meno sufficiente
3. decidere cosa dire in base alla certezza di cosa si sta dicendo o scrivendo
4. costo dell’errore, sapere cioè che se sbaglio mi porta all’abbassamento del voto o no, e se sì, di quanto.
Il sistema attributivo della conoscenza è determinante per il risultato finale perché:
1. io valuto la mia capacità di apprendere in generale in modo più o meno positivo
2. io valuto la mia capacità di apprendere il materiale specifico in modo più o meno positivo
3. io valuto e scelgo dei parametri di valutazione e in base a quelli la mia valutazione è sotto stimata,sovrastimata, corretta.
Se l’attribuzione del risultato è interna darò il merito, le colpe e la responsabilità , in generale a me stesso. Se l’attribuzione del risultato è esterna darà in merito ad altri, alla facilità del compito, e attribuirò i fallimenti alla sala, al compito, alle domande, al professore, al mal di testa, a poco tempo a disposizione…
L’autoregolazione è la chiave principale del successo in ambito accademico (Zimmerman, 1986, 1995).
Le convinzioni e l’autostima influenzano il risultato accademico e l’impegno nello studio (Mazzoni, 2000).
In aggiunta, persone con poca autoregolazione possono conoscere tecniche di apprendimento e mnemotecniche ma se non le applicano mostrano un risultato scadente agli studi, che non è dovuto a deficit in capacità di base ma, soltanto, a deficit di produzione.
Vedi Locus of Control e Metaprogrammi








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