Studiare e memorizzare
Alle volte diciamo di aver dimenticato quando forse non abbiamo mai recepito qualcosa o non vi abbiamo mai posto attenzione cosciente sufficiente.
Nella letteratura dello studio della memoria esistono diverse mnemotecniche:
1. la semplice ripetizione, che però non procura soddisfazione e se è superficiale, l’oggetto viene presto dimenticato. In aggiunta, se qualcosa viene ripetuto meccanicamente e non ci interessa sarà difficile ricordarlo. E’ il caso di una pubblicità che la radio BBC fece per comunicare agli ascoltatori le nuove frequenze della radio. La semplice ripetizione dello spot alla radio non assicurò l’apprendimento. Non basta quante volte una persona ascolta un messaggio, se non lo elabora internamente passerà inosservato. Dopo due mesi di spot radiofonico in messaggio era così ripetitivo e noioso da essere ignorato automaticamente.
2. ripetizione e organizzazione per chunks. Miller (1956) aveva coniato il termine chunking per indicare che il materiale da ricordare poteva essere organizzato in unità più ampie dotate di significato. Egli aveva individuato nel “magico numero sette + o – 2” la quantità di informazione che poteva essere ritenuta nella MBT (memoria a breve termine). Miller osservò che tale numero era soggettivo e dipendeva anche dall’oggetto della memorizzazione, si riferisce al numero di unità raggruppate (chunks). Es. se devo memorizzare il numero di telefono 9 3 1 1 1 2 8 9 6, memorizzarlo a ripetizione mantenendo le unità per ciascuna cifra renderebbe la memorizzazione più complicata che se raggruppassi le cifre in chunks più grandi: 931 11 28 96.
3. per associazione con cose già conosciute a noi e rendere l’informazione più facile da ritenere. Ad esempio nell’apprendimento della parola inglese grandparents che sta per nonni, posso associare la immagine della coppia a delle pere giganti (grandi pere) e sarà più facile ricordare come si dice nonni in inglese (vedi Matteo Salvo, Impara l’inglese in un mese).
4. per mediazione, se l’informazione da memorizzare è difficile, tra ciò che è più facile da comprendere e l’informazione. Ad esempio, il cartone animato “Siamo fatti così” che illustrava i funzionamenti del corpo umano rendeva l’apprendimento di informazioni in sé potenzialmente difficili da imparare, facili e divertenti grazie alla mediazione della presentazione e dei personaggi che parlavano e interpretavano varie parti e funzioni nel corpo umano.
5. per organizzazione delle informazioni: che possono essere sia suggerite da ciò che si deve ricordare o organizzate soggettivamente. Vedi il metodo dei loci per cui all’organizzazione di spazi conosciuti, come fosse la nostra casa, attribuiamo delle informazioni a ciascuna stanza e creiamo una mappa mentale con una sua organizzazione.
6. per immagini: l’uso di immagini è molto potente per ricordare e creare collegamenti tra informazione nuova e già appresa, o tra 2 o più informazioni nuove da ricordare. Immagini colorate, in movimento, statiche, bizzarre aiutano a memorizzare meglio. Richardson, 1980: è provato che tutti possono utilizzare le immagini mentali. L’abilità di utilizzare le immagini mentali varia da individuo a individuo ma le potenzialità sono universali. Anche le persone cieche dalla nascita possono usare immagini mentali.
Vedi anche le voci oblio nella memoria e PQ4R.








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