SubmodalitÃ
L’organizzazione di ciò che percepiamo all’interno del nostro sistema rappresentazionale è composto da particelle minori dette submodalità . Quindi, l’esperienza è rappresentata, codificata e immagazzinata in forma di submodalità . Ciascuno di noi ne usa una varietà vastissima e diversa da individuo a individuo.
Ad esempio, se dovessi chiederti di immaginare un gatto sul tappeto, probabilmente non ci saranno due lettori che visualizzeranno la stessa identica immagine. Ci sarà chi immaginerà , in base al proprio magazzino di memoria e al processo di decodifica, un gatto nero, chi uno grigio, chi uno bianco, magro, paffuto, il tappeto tondo, quadro, scuro, persiano… Chi immaginerà l’immagine vicina, chi lontana, chi illuminata, chi scura, …
Il sistema rappresentazionale e le submodalità influenzano e sono influenzati dal sistema nervoso, per cui io potrò immaginare o ricordare un evento o situazione in modi differenti in base allo stato d’animo che vivo in un determinato momento. Oppure, potrò percepire una persona o una situazione in base a come la mia codifica si collega con le sensazioni, grazie proprio al mio sistema rappresentazionale che dal passato attinge per interpretare il futuro.
Spesso mostriamo, specialmente per tipologia di situazione, una preferenza di submodalità , che si suddividono in 3 categorie: visive, uditive, cinestesiche.
Per capire se una persona in quel momento accede più facilmente a modalità visive o uditive o cinestesiche, ascoltare in modo letterale le parole e la scelta dei vocaboli, è spesso rivelatore.
In che modalità si troverà una persona che usa parole come: analizzare, scandagliare, dare un’occhiata, visionare, orizzonte?
E in che modalità si starà esprimendo una persona che dice: annuncio, suona male, dal tono…, parla chiaro?
E infine, chi dice: il flusso, sento una forte pressione, stress, frustrato, non sopporto?
Vedi anche metamodello, sistema rappresentazionale








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