Enciclopedia della PNL

Apprendimento: tra storia e utilità

Immagina di continuare a fare le stesse cose migliaia di volte e non imparare mai a padroneggiarle… Immagina di non procedere, non evolverti, non crescere… Cosa faremmo senza la nostra capacità di apprendimento? E quanti modi esistono per apprendere e memorizzare? In questa lezione iniziamo dalla storia per capire come consideriamo oggi i vari tipi di apprendimento.





Salute & Benessere » Riassunti di libri » Disiato.com
Migliori libri di sviluppo personale » Riassunti di libri » Disiato.com
Biblioteca di Relazioni & Coppia » Riassunti di libri » Disiato.com




Partiamo dalla teoria psicologica sull’apprendimento per poi approdare alla PNL e a tecniche pratiche per imparare o disimparare. Ti parlerò di condizionamento, apprendimento per imitazione, swish pattern e della Fast Phobia Technique.

Sicuramente conosci la storia del cane di Pavlov? E di tutti quei topini che hanno subito scosse elettriche al posto del cibo? O per avere il cibo? Persi in labirinti solo per mangiare un pezzettino di formaggio. Inizio con un po’ di storia. Ora ti presento i due tipi di condizionamento, di apprendimento per apprendimento latente, per insight o per imitazione. Alla fine di questa lezione è interessante vedere come l’apprendimento per imitazione possa essere utile per gestire meglio sé stessi.

C’è apprendimento quando un individuo manifesta un nuovo comportamento, e che dopo essersi manifestato, si mantiene nel tempo (Mazzoni, 2000). L’apprendimento modifica, indirizza verso una nuova direzione, genera pensieri, comportamenti, associazioni nuove. L’apprendimento migliora la vita e la quotidianità.

Condizionamento classico
Pavlov era un fisiologo russo che voleva studiare i processi digestivi del cane. Perciò misurava la salivazione del cane alla stimolazione gustativa con della polvere di carne sulla lingua. Dopo poco si accorse che l’animale iniziava a salivare già PRIMA di ricevere la polvere di carne sulla lingua: solo vedendola e solo vedendo lo sperimentatore.

In pratica, il meccanismo evidenziato da Pavlov permetteva l’intrusione di uno stimolo neutro (fischio) che, associato a uno incondizionato (polvere di carne), provocava la stessa risposta incondizionata (salivazione).

Ecco la formula:

  • Naturalmente: SI (cibo) –> RI (salivazione)
  • Condizionamento: SN (fischio) –> SI –> RI
  • Comportamento appreso: SC (fischio) –> RC
Legenda: (SI= stimolo incondizionato; RI= risposta incondizionata che poi diventerà RC= risposta condizionata; SN= stimolo neutro che poi diventa SC= stimolo condizionato).

Lo psicologo comportamentista Watson applicò spaventosamente le scoperte di Pavlov. È noto il suo esperimento con il bambino Albert e la creazione di una paura per associazione. Albert veniva fatto giocare con un topolino bianco e peloso e non mostrava alcuna paura. Mentre cercava di afferrare il topo, Watson iniziò a introdurre (e associare) un suono molto forte e spaventoso. L’associazione topo e rumore spaventava Albert tanto che il bambino presto non ebbe più solo paura del rumore ma anche del topo.

Condizionamento operante
Skinner (1938), a partire da studi di Thorndyke, sviluppò una versione arricchita della legge dell’effetto. Skinner riconobbe importanza all’apprendimento per condizionamento classico, tuttavia evidenziò l’esistenza di molteplici comportamenti messi in atto senza essere condizionati da alcuno stimolo. Infatti, il condizionamento operante differiva da quello classico perché era spontaneo e non condizionato.

Se suona il telefono (stimolo dichiarativo) io vado a rispondere e sono io che opero, cioè agisco, per produrre un effetto. Skinner mise anche l’accento sul rinforzo post-azione. Se l’animale affamato scopriva che, muovendo una leva, otteneva cibo, lo rifaceva e otteneva lo stesso risultato, premeva la leva sempre più di frequente perché il rinforzo del cibo lo induceva a riprovare.

Secondo Skinner, il condizionamento operante agiva anche nella formazione del linguaggio dei bambini. Quando il bambino punta a una cosa e dice la parola giusta, il genitore rafforza con un «Bravissimo, è giusto» quando, invece, sbagliava associazione tra oggetto e parola, il genitore correggeva e non rinforzava.

Apprendimento per imitazione
Per comportamenti più complessi non si può ridurre tutto a condizionamento anche se osserviamo le informazioni legate ai rinforzi. Parte dei comportamenti umani sono appresi per condizionamento classico, altri per condizionamento operante, ma, quelli più complessi sono comportamenti appresi per imitazione sociale e osservazione.

L’uomo è un essere sociale e quindi anche l’apprendimento coinvolge meccanismi di imitazione e osservazione sociale. Secondo Rotter (1966) l’unità di base nello studio della personalità è l’interazione tra l’individuo e il suo ambiente. Secondo lui, la presenza di un comportamento non è determinata solo dalla natura o dai rinforzi ma anche e soprattutto (per gli esseri umani e i primati vicini) è dovuta alle aspettative (anticipazioni).

Bandura, sottolinea l’apprendimento per imitazione. L’uomo, secondo lui, impara guardando gli altri. In un famosissimo esperimento, dei bambini di scuola materna vennero messi in una stanza con degli attori adulti che agivano in modo aggressivo e violento con una bambola gonfiabile. In una seconda stanza, i bambini vennero messi in una situazione di frustrazione: avevano dei giochi vicini ma veniva impedito loro di giocarci. In una terza stanza, i bambini erano in presenza della stessa bambola che avevano visto picchiare dall’adulto. I bambini cominciarono a imitare i comportamenti violenti appresi osservando, alle volte ripetendo gli stessi movimenti e gesti per picchiare la bambola.

Apprendimento ed eliminazione di fobie
L’apprendimento per imitazione è un ottimo strumento per imparare ad affrontare situazioni potenzialmente fobiche guardando persone che agiscono in modo naturale e senza timore. Ad esempio, con i ragni, al buio o di fronte a un’altezza – seppur sicura – come su un balcone. L’apprendimento per imitazione dipende da alcune fasi:

  • Acquisizione per attenzione verso il comportamento, ritenzione nella mente e motivazione. La motivazione dipende dalle aspettative che uno si crea rispetto alle conseguenze. A loro volta, le aspettative dipendono dall’osservazione dell’accaduto o dalla conoscenza del dopo, sia da altri che per se stessi.
  • Prestazione, cioè bisogna essere in grado di riprodurre il comportamento osservato.

Lo swish pattern per apprendere
Lo swish pattern è una tecnica di PNL usata per insegnare al cervello una strada nuova e un’altra direzione. Questo strumento può cambiare i collegamenti neurali dei nostri pensieri, gli schemi mentali e i comportamenti. Secondo quanto dice Richard Bandler, è uno degli strumenti più potenti che lui abbia mai usato.

Lo swish pattern sfrutta il veloce processo di apprendimento del cervello quando apprende sequenze di azioni come passi di danza, cambio della marcia per guidare, o di pensieri, come certi calcoli matematici automatici, come le tabelline delle moltiplicazioni.

Lo swish pattern è molto breve e divertente da mettere in atto: basta identificare lo stato da voler cambiare e anche uno stato desiderato in due immagini davanti a sé.

Dopodiché non si fa altro che immaginare che nell’immagine dello stato stagnante si insinui da un angolo e in modo veloce, fino a prenderne lo spazio predominante, l’altra immagine, quella desiderata. Ripetere sempre più velocemente il meccanismo lo renderà presto automatico. Se necessiti di assistenza, chiedi a un coach di darti una mano per padroneggiare questa tecnica.

La Fast Phobia Technique
Questa tecnica di cambiamento risulta molto efficace per l’eliminazione di intense paure e di fobie. La tecnica usa la ripetuta dissociazione sia visiva che cinestesica. Leggila prima di provarla, se desideri, con una paura di moderata intensità.

Per testare l’intensità di una paura, è consigliabile usare la scala da 0 a 10, dove 0 è niente paura e 10 è fobia con sintomi di sudorazione, battito accelerato, respirazione superficiale e corta e concentrazione solo su un elemento – quello della paura.

  1. Stabilisci un àncora “di salvataggio”. È sempre ecologicamente consigliabile in PNL in tecniche di cambiamento, fornirsi di un’àncora che provoca un intenso piacevole stato emotivo. Di modo che, in caso di difficoltà e di necessità di uscire da stati di paura forte, si abbia sempre uno strumento a portata di mano.

  2. Identifica la paura. Ritrova un evento nel passato in cui hai vissuto la paura o una fobia di media intensità.

  3. Crea il setting di una sala di cinema e guarda il film. Ecco che qui si esprime il concetto della dissociazione. Nella versione classica della Fast Phobia Technique immagini di vedere te stesso dalla cabina di proiezione, in cui sei tranquillo e comodo. Immagini di vedere te stesso seduto in platea che guarda il film di te stesso che vive la scena che provocaVA paura.

  4. Guarda il film dalla cabina di proiezione, guardando te che guardi il film sullo schermo fino alla fine e ti rendi consapevole che esiste una fine e che tutto può tornare tranquillo.

  5. Ora immagina di guardare il film dal punto finale di “ok, sono sopravvissuto” all’indietro, fino all’inizio. Sì, proprio come un film muto, magari anche in bianco e nero, di Charlie Chaplin, con mosse all’indietro, camminate all’indietro, esclamazioni al contrario, insomma quasi quasi da sbellicarsi dal ridere…

  6. Il termine della tecnica classica è che, dopo aver immaginato di vedere il film all’indietro per diverse volte, in BN, comico, dal ridere e ASSURDO, tu possa valutare quanto in una scala da 0 a 10 possa ora essere veramente paurosa una situazione del genere.

Molto frequentemente l’impatto cala radicalmente fino a non essere veramente percepito, hai creato confusione mentale, una dissociazione emotiva e visiva tra quello che prima era e ora ha diversi percorsi neurali. Il lavoro successivo è di testare l’incontro con l’insetto, oppure l’esposizione del discorso, o la paura che poteva essere associata a quella esperienza prima e che ora non lo è più.

Dipende come la si fa e con chi la si mette in atto, la tecnica del Fast Phobia Cure è spesso una tecnica “one shot”, cioè una volta e basta. Per una maggior efficacia, è consigliabile provarla con l’assistenza e di un coach professionista.

Tipologie di memorizzazione
Parliamo di apprendimento e voglio distinguere qui alcuni tipi di memorizzazione. Nella letteratura dello studio della memoria esistono diverse mnemotecniche:

  1. La semplice ripetizione, che però non procura soddisfazione e se è superficiale, l’oggetto è presto dimenticato. In aggiunta, se qualcosa viene ripetuto meccanicamente e non ci interessa sarà difficile ricordarlo. È il caso di una pubblicità che la radio BBC fece per comunicare agli ascoltatori le nuove frequenze della radio. La semplice ripetizione dello spot alla radio non assicurò l’apprendimento. Non basta quante volte una persona ascolta un messaggio, se non lo elabora internamente passerà inosservato. Dopo due mesi di spot radiofonico il messaggio era così ripetitivo e noioso da essere ignorato automaticamente.

  2. Ripetizione e organizzazione per chunks. Miller (1956) aveva coniato il termine chunking per indicare che il materiale da ricordare poteva essere organizzato in unità più ampie dotate di significato. Egli aveva individuato nel “magico numero sette + o – 2” la quantità d’informazione che poteva essere ritenuta nella MBT (memoria a breve termine). Miller osservò che tale numero era soggettivo e dipendeva anche dall’oggetto della memorizzazione, si riferisce al numero di unità raggruppate (chunks). Es. se devo memorizzare il numero di telefono 9 3 1 1 1 2 8 9 6, memorizzarlo a ripetizione mantenendo le unità per ciascuna cifra renderebbe la memorizzazione più complicata che se raggruppassi le cifre in chunks più grandi: 931 11 28 96.

  3. Per associazione con cose già conosciute a noi, rende l’informazione più facile da ritenere. Ad esempio nell’apprendimento della parola inglese “grandparents” che sta per nonni, posso associare la immagine della coppia a delle pere giganti (grandi pere) e sarà più facile ricordare come si dice nonni in inglese.

  4. Per mediazione, se l’informazione da memorizzare è difficile, crea una mediazione tra ciò che è facile da comprendere/intuitivo/divertente e l’informazione complessa. Ad esempio, il cartone animato “Siamo fatti così” che illustrava i funzionamenti del corpo umano rendeva l’apprendimento di informazioni in sé potenzialmente difficili da imparare, facili e divertenti grazie alla mediazione della presentazione e dei personaggi che parlavano e interpretavano varie parti e funzioni nel corpo umano.

  5. Per organizzazione delle informazioni: che possono essere sia suggerite da ciò che si deve ricordare o organizzate soggettivamente. Vedi il metodo dei loci di Cicerone per cui all’organizzazione di spazi conosciuti, come fosse la nostra casa, attribuiamo delle informazioni a ciascuna stanza e creiamo una mappa mentale con una sua organizzazione.

  6. Per immagini: l’uso di immagini è molto potente per ricordare e creare collegamenti tra informazione nuova e già appresa, o tra due o più informazioni nuove da ricordare. Immagini colorate, in movimento (i film), statiche, bizzarre aiutano a memorizzare meglio. Richardson, 1980: è provato che tutti possono utilizzare le immagini mentali. L’abilità di utilizzare le immagini mentali varia da individuo a individuo ma le potenzialità sono universali. Anche le persone non vedenti dalla nascita possono usare immagini mentali.

Approfondimenti bibliografici o sitografici:

  • L’apprendimento, G. Mazzoni, 2000, Roma, Carocci
  • Psicologia della memoria, M.A. Brandimonte, 2004, Roma, Carocci
  • Manuale di psicologia generale, cap.V, P. Legrenzi, 1997, Bologna, Il Mulino






Università » Riassunti di libri » Disiato.com
Migliori libri da leggere » Riassunti di libri » Disiato.com
Migliori libri da leggere » Riassunti di libri » Disiato.com