Enciclopedia della PNL

Le àncore in PNL

Hai presente quando vai in vacanza e ti resta quella canzone nelle orecchie: il classico tormentone dell’estate. Poi, due mesi dopo sei in palestra a fare GAG e fa parte della selezione di canzoni che l’insegnante ha scelto per la lezione. Wow. Tutto torna: il mare, le camminate, gli aperitivi sulla spiaggia e quella lezione di GAG diventa la migliore del mese. L’energia fluisce, ti diverti e i movimenti sono veramente dinamici. Ecco il potere di un’àncora auditiva.





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Ancorare significa stabilire dei trigger, cioè degli inneschi: segnali di riconoscimento collegati a uno o più specifici stati d’animo. Scatenato il trigger parte lo stato emotivo. Nel caso della canzone dell’estate, la canzone è l’innesco e le emozioni rendono energica la lezione di GAG due mesi dopo!

Le àncore sono strumenti potentissimi. Le subiamo nel quotidiano: guardi un’espressione sul volto del tuo partner e ti arrabbi, deprimi o ecciti. Rivedi un bar, un ristorante, una città o una discoteca e ricordi tutto di un’epoca, un ragazzo, la compagnia… C’è chi guardando una scrivania si sente male, chi si concentra appena rivede il suo computer al mattino… Chi se vede le scarpe da trekking respira già aria di montagna e chi annusa il costume che ancora sa di cloro e si sente scivolare sull’acqua della piscina.

Le àncore possono generarsi naturalmente – semplicemente vivendo la vita e le esperienze – oppure possono essere create “artificialmente”, cioè appositamente. Queste ultime ci servono per motivarci, darci energia, coraggio, pace, serenità… Tutto ciò che desideriamo: basta stabilirlo prima!

In questa lezione ti presento vari tipi di àncore e stili di ancoraggio. Finiremo insieme esercitandoci con i divertenti ed efficacissimi esercizi del Disney Strategy e del cerchio d’eccellenza.

Stili di ancoraggio
Gli stili di rappresentazione delle àncore sono i canali di accoglienza e interpretazione del mondo: cinestesico, visivo, auditivo. La canzone dell’estate è un’àncora sonora, rivedere un’espressione di delusione sul viso di una persona amata è un’àncora visiva e può risvegliare paura o smarrimento. Un’àncora cinestesica infine riguarda il nostro corpo, il tatto, il movimento nello spazio.

Una classica àncora cinestesica che io propongo ai corsisti è l’ancora “del dopo nel prima”. Lo scopo è ricordare prima la sensazione di benessere che si prova dopo aver fatto “quella azione”, che in realtà non hanno ancora eseguito. La persona ne ha memoria emotiva o cinestesica e noi facciamo leva su questa memoria.

Chiedo ai corsisti di ricordare, per esempio, come si sentono dopo aver fatto movimento: come respira il petto? Com’è la postura? Come si sente la pelle? E il viso è sereno? Focalizzato? Rilassato? Come si sentono le parti del corpo? Stanche muscolarmente, certo, ma l’energia? E la soddisfazione? E continuo così nella guida verbale fino a vedere un gruppo di persone davanti a me che ha difficoltà a restare fermo, si agita e scalpita, vuole… muoversi!

Lo scopo è proprio quello, provocare quella cosa che loro vogliono nella guida verbale e poi ancorarla a un gesto semplice, come potrebbe essere l’unire pollice e indice della mano destra oppure stringere un pugno o il rumore della cerniera della borsa di sport che si apre… Ogni gesto associato all’emozione è il trigger, l’innesco che provocherà l’àncora “del dopo nel prima” e genererà voglia di muoversi prima di farlo.

Tipi di ancore
Esistono diversi tipi di ancore:

  • L’àncora semplice, associa uno stato desiderato, che potrebbe essere uno stato emotivo, un atteggiamento fisiologico, un pensiero, a un innesco che potrebbe essere spaziale, come consiglia molto Robert Dilts, entrando in uno spazio immaginario come un cerchio e attingendo a risorse utili; oppure, potrebbe essere cinestesico, come può suggerire Anthony Robbins, stringendo il pugno mentre si ritorna a un ricordo, a una sensazione; oppure potrebbe essere visiva, ad esempio voglio associare alla vista del mio ufficio una forte sensazione di produttività, energia e serenità.

  • Collasso d’àncora (ingl. collapsing anchors), è un processo di neutralizzazione di stati negativi che possono scatenare due risposte incompatibili tra loro allo stesso momento. La classica rappresentazione del collapsing anchors è quella che si faceva agli inizi della PNL e che ancora qualcuno esegue: ancorando un ginocchio a uno stato negativo, l’altro ginocchio allo stato positivo e poi annullando quello negativo, rilasciando il positivo insieme e trattenendosi sul positivo.

  • Stacking Anchors (it. Ancora accumulata), è un processo per cui si associa alla stessa àncora una serie di diversi momenti, in modo da rafforzare le risposte del soggetto e generalizzare l’uso dell’àncora e il risultato del suo utilizzo.

  • Sliding anchors (it. Ancora a scivolata), per cui si creano almeno 3 stati positivi e si ancorano, poi si attivano scivolando (se cinestesico, o in successione, se visivo) dal primo, al secondo fino al terzo, generando un forte stato emotivo positivo.

Cerchio dell’eccellenza
Il cerchio dell’eccellenza è un esercizio di coaching molto stimolante: è uno spazio virtuale che in PNL viene arricchito di stati emozionali potenzianti. È una semplice e potente tecnica che usa la nozione di àncora spaziale. Ecco come procedere:

Crea un cerchio sul pavimento, ovunque credi. Dagli un colore se preferisci. Entrando nel cerchio dell’eccellenza è come entrare in uno spazio magico, pieno di stati emozionali che vengono definiti “stati-risorsa”, come per esempio, tranquillità, forza, equilibrio, energia, serenità, amore, gioia…

Questi “stati-risorsa” devono essere ancorati al cerchio dell’eccellenza la prima volta che lo crei, a tuo piacimento. Di modo che, dopo aver stabilito come lo vuoi e dopo aver ancorato più volte gli stati emozionali utili al cerchio, lo potrai usare quando ne senti la necessità. Immagina di poterlo usare prima di un colloquio di lavoro, o prima di una telefonata di vendita, o prima di una discussione difficile che devi affrontare, o prima di una sfida, prima di un momento difficile…

Per rendere forti e indissolubili gli stati emozionali all’interno del tuo cerchio dell’eccellenza, usa il tuo sistema rappresentazionale, cioè i tuoi sensi: arricchisci d’immagini, suoni, parole, sensazioni forti i vari stati emotivi che vuoi ancorare al cerchio. Ripeti questa operazione più volte quando crei il cerchio dell’eccellenza e poi riprendila per qualche giorno successivo, in modo da segnare l’àncora e renderla forte. Se necessiti di assistenza chiedi a un coach di aiutarti.

La Disney Strategy
Questa tecnica era utilizzata proprio dal geniale Walt Disney per cercare soluzioni efficaci e durature. Utilizza la tecnica delle àncore spaziali (cara a Robert Dilts) tanto che non è un caso che fu proprio Dilts a studiare il genio creativo di Walt Disney. Vediamola insieme qui:

  1. Crea delle ancore spaziali (cerchi sul pavimento per esempio) per tre posizioni: il SOGNATORE, il REALISTA, il CRITICO.
  2. Ancora uno stato appropriato per ciascun luogo. Pensa a una persona o a te stesso in uno stato particolarmente creativo, cosa facevi con la mente, come esprimevi la tua creatività, come ti sentivi dentro… Fai lo stessi per le altre due posizioni.
  3. Individua la situazione da analizzare e che richiede riflessione e una risposta.
  4. Entra nell’àncora spaziale del SOGNATORE e vedi la situazione con i suoi occhi.
  5. Entra nell’àncora spaziale del REALISTICO e vedi la situazione con i suoi occhi.
  6. Entra nell’àncora spaziale del CRITICO e vedi la situazione con i suoi occhi.
  7. Ora ripeti il giro per far penetrare i suggerimenti in ciascuno dei tre. Ripeti il cambio di posizioni fino a che non hai trovato una soluzione che soddisfa i vari punti di vista.

Ora, dovresti percepire più completezza e lucidità nel risolvere la situazione.






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