Enciclopedia della PNL

Strumenti di consapevolezza e di intervento in PNL

I livelli logici
La Piramide dei Livelli Logici ideata da Robert Dilts, trainer e studioso di PNL, è un modello molto utile per esplorare ciò che si è fatto e ciò che si può fare per il perseguimento di un obiettivo. La piramide ispira la formulazione di domande utili per obiettivi per crearsi un quadro d'azione completo.

  • Al livello più basso troviamo l’Ambiente, che risponde alle domande: Dove? Quando? Cosa trovo? Come posso sfruttare l’ambiente per il cambiamento che desidero? Quali luoghi frequento o voglio frequentare?

  • Salendo troviamo il livello del Comportamento che risponde alle domande: Che cosa? Cosa faccio che voglio cambiare? Cosa faccio in altri ambiti che sarebbe utile adottare per questo obiettivo?

  • Proseguiamo con il livello delle Capacità, che risponde alle domande: Come? Uno dei presupposti della PNL dice che noi abbiamo a disposizione già tutte le capacità necessarie: costanza, passione, perseveranza, coraggio… Questo livello individua come si può ricercare in noi stessi ciò che facciamo sicuramente in altri ambiti e che possiamo riproporre per obiettivi non ancora raggiunti.

  • Al terzultimo livello si trovano Valori e Convinzioni, che rispondono alle domande: Perché? Cosa credo che vale? Cosa credo che voglio modificare? Cosa ho creduto quella volta che…?

  • Quasi in cima, al penultimo livello si trova l’Identità, che risponde alla domanda: Chi? Determina chi sono in un quadro globale, che ingloba in toto i livelli sottostanti, qui riportati precedentemente.

  • Il livello più in alto è impalpabile è definito da Dilts come Spirituale, poiché risponde alla domanda: Chi altro? E perché coinvolge tutti gli individui in una collettività unita in un unico sistema e verso propositi comuni.

I metaprogrammi
I metaprogrammi sono delle scorciatoie mentali che dirigono i nostri pensieri, azioni, decisioni e abitudini. Sono rappresentazioni interne di esperienze esterne. Sono come programmi software e possono essere funzionali o d’ostacolo in base alla situazione. Conoscere i propri metaprogrammi e quando li utilizziamo è utilissimo per correggersi.

Ecco alcuni esempi di metaprogrammi “a specchio”:

Verso Via da
Proattivo Reattivo
A chunk grandi (globale) A chunk piccoli (dettaglio)
Procedurale Opzionale
Associato Dissociato
Matcher Mismatcher
Referente interno Referente esterno
Dettagliato Globale

Per ciascuna coppia a specchio, entrambi i metaprogrammi hanno utilità. Per esempio, per i due metaprogrammi specchio “via da” e “verso” sono entrambi utili nel cambiamento. Spesso, come ricorda Tony Robbins, ci motiviamo al cambiamento per andare “via da” una situazione, ma poi, per mantenere alta la motivazione e il desiderio di cambiare, è necessario cambiare metaprogramma e adottare quello “verso” ciò che si vuole, ciò che si ottiene, chi si diventa e quanto bene si sta in questa nuova modalità.

Alle volte, con amici e famigliari, o semplicemente per decidere quale film andare a vedere al cinema, è utile essere un “matcher” e adeguarsi; tuttavia, quando qualcuno ci chiede di fare qualcosa che non rientra nelle nostre corde, non ci rispetta o non ci corrisponde, allora è importante far uscire il “mismatcher” che è in noi e dire di “No” serenamente.

Alla domanda «Come è andata la giornata?» una persona con metaprogramma dettagliato ti racconterà la giornata in dettagli, una persona con metaprogramma globale dirà semplicemente «Bene, grazie.»

Chunking
È possibile presentare i concetti in dettaglio o in generale, più si procede verso il dettaglio e più si effettua il chunking down, più si procede verso una presentazione generale e più si effettua il chunking up. Il destrutturare i concetti in chunking è utile anche per impostare domande sempre più in dettaglio:

  • Cosa posso fare per arrivare in ufficio puntuale?
  • Cosa voglio fare domattina per arrivare fresco e energico nella hall del palazzo del mio ufficio?
  • Come mi voglio alzare domattina per aiutarmi a sentirmi così mentre vado in ufficio?
  • A che ora voglio programmarmi per svegliarmi… ?

Nel Milton Model, la tecnica del chunking è usata per grandi unità (chunking up) per cercare accordo con il cliente e ricercare elementi su cui trovare terreno comune per lavorare.

Nel Meta modello, la tecnica del chuncking è utilizzata all’inverso (chunking down) per cercare il dettaglio, scandagliare in contenuto e uscire dalla trance di certe convinzioni che – date per scontate – ci condizionano la vita.

Ristrutturazione in PNL
Per ristrutturazione, o reframing in inglese, si intende vedere le cose da una prospettiva diversa, o con una “cornice” diversa. Legato al pensiero creativo, “ristrutturare” significa uscire dalla propria “mappa del territorio” e percepire la realtà in modo diverso, cercando di “mettersi nei panni” di qualcun altro e di uscire dal nostro solito modo di vedere le cose.

Esempi di ristrutturazione del linguaggio possono essere:

  • Essere rigidi -> essere fermi sui propri principi
  • Essere incostanti -> essere multitasking o creativi
  • Essere stupidi -> essere ingenui
  • Essere incapaci -> essere alle prime armi

Ristrutturare significa anche trovare il lato positivo delle cose. Ad esempio, se so di essere lento a fare le cose, potrei voler ristrutturare la situazione chiedendomi in quale contesto il fatto di essere lenti possa essere effettivamente un vantaggio. Potrei scoprire che faccio meno errori di altri, che sono attento ai dettagli e che la qualità di ciò che faccio risulta molto alta.

Se, invece, mi rendo conto che mi stresso facilmente e questo non mi piace, potrei chiedermi: «Quale potrebbe essere l’intenzione positiva di questo mio stato emotivo?» e anche «Quale messaggio ricevo da questo stato emotivo?» Scoprirei forse che faccio le cose troppo in fretta, superficialmente, oppure ne faccio troppe.

Six Step Reframe Si tratta di un esercizio di PNL diviso, appunto, in 6 passi e serve a percepire un fatto o una situazione in modo diverso e più utile.

  1. Identifica il comportamento da abbandonare.

  2. Stabilisci un contatto con quella parte di te che mette in atto il comportamento attuale.

  3. Scopri l’intenzione positiva del comportamento attuale.

  4. Accedi alla tua parte creativa. Fai in modo che la parte che genera il comportamento da abbandonare spieghi il suo intento positivo alla parte creativa di te stesso. Fai in modo che la parte creativa di te trovi almeno altri 3 comportamenti che possano sostituire con soddisfazione quello da abbandonare, mantenendo però l’intenzione positiva. Fai in modo che la parte creativa comunichi le sue soluzioni alla parte che generava il comportamento.

  5. Ottieni il totale consenso della parte che gestisce il comportamento. Fingi di intrattenere una conversazione come la seguente: «Ora lascio a te la piena e completa scelta di continuare con il comportamento di prima o con le o una delle soluzione proposte. Scegli il comportamento che senti ti possa dare più soddisfazione. Mi fido di te», continua il processo fintanto che la parte che gestisce i comportamenti non sia totalmente a suo agio nel voler mettere in atto le nuove strategie.

  6. Controlla che la scelta sia ecologica per tutta la persona e le aree della sua vita. Se così non fosse, ritorna al punto 4 e procedi di nuovo.