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Un obiettivo è una meta, l’ottenimento di uno stato o di una possessione (cioè un obiettivo emotivo, materiale o anche relazionale). Un obiettivo si distingue da un sogno perché è strutturato e organizzato. Ecco ciò che lo contraddistingue e struttura:

  1. È espresso in positivo, cioè non sarà verbalizzato in negativo, come «Non voglio più…» ma in positivo «Voglio…» «Entro tale data sarò, farò, avrò acquisito…»

  2. È specifico, cioè espresso in dettaglio. Quindi non è vago ma racconta cosa ci sarà, come si sentirà, cosa avrà…

  3. È motivante, e allo stesso tempo credibile. Ciò che non è credibile non può essere motivante ma resta un sogno irrealizzabile.

  4. È definito con tempi chiari e definiti. Non «Da lunedì prossimo» ma «Da lunedì 13 marzo»; non «Entro due mesi ma «Entro il 30 di giugno»

  5. È visualizzabile e sensorialmente definito. Più lo vedo e lo immagino anche sensorialmente, meglio lo definisco.

  6. È iniziato e mantenuto dall’individuo in oggetto, cioè non dipende da azioni di altri.
  7. ù
  8. È ecologico, cioè rispetta la persona, il suo sistema di valori, convinzioni, altre aree della vita, ecc.)

  9. È contestualizzato nella realtà in cui dovrà essere messo in atto.

Come si dice, se non strutturi i tuoi obiettivi resteranno solo dei sogni. «Ah, mi piacerebbe poter fare questo lavoro, aprire un’attività…» Ma se non mi chiedo: qual è il primo passo? Quando potrò averlo realizzato? Come posso proseguire? Qual è la seconda mossa? E qui, nella formulazione di un buon obiettivo, saper formulare le giuste domande utili è fondamentale. Ecco perché è basilare saper definire un obiettivo e poi suddividerlo in micro obiettivi monitorabili e modificabili.


Ecco qui i classici acronimi per definire degli obiettivi ben formulati:

Il modello GROW

Il modello GROW di John Withmore permette di valorizzare il potenziale personale con un percorso strutturato secondo il suo acronimo

G - Goals (Obiettivi)
R - Reality (Realtà)
O - Options (Opzioni)
W - Will (Volontà)

Il modello EXACT

Il modello EXACT si associa ad altri acronimi per la buona e corretta definizione di un obiettivo

EX - exciting (Eccitante)
A - Accessable (Accessibile)
C - Challenging (Sfidante)
T - Time Framed (Temporalmente definito).

Il modello SMART

Un obiettivo che segue l’acronimo SMART (o SMARTEP) aiuta a strutturare il risultato in obiettivo e non semplicemente desiderio del cliente.

Specifico: definito, chiaro e concreto
Misurabile: per monitoraggio e confronto tra il prima e il dopo
Attuabile: realistico
Rilevante: importante Tempificato: definito nel tempo

Alcuni aggiungono anche le lettere “e” e “p” all’acronimo: E per Ecologico tra altri obiettivi e interessi del coachee. P per Personale e non di altri (famigliari, sul lavoro).



Perseveranza con il modello TOTE
Il modello TOTE è una strategia di problem solving, è l’acronimo di Test Operating Test Exit. Eccone lo schema illustrato:

Può essere considerato il modello alla base di ogni comportamento. Eccone un esempio: «Devo controllare che siano le tre di pomeriggio».

Test: Non so che ore sono
Operating: Prendo l’orologio e guardo l’ora
Test: L’orologio funziona e mi pare che l’ora sia corretta
Exit: Conosco l’ora

Se, nella fase di operating, mi accorgessi che l’orologio non fosse rotto, dovrei far seguire il test per cercare un altro orologio e così continuare con una seconda fase di operating. Il modello TOTE si rende interessante quando dobbiamo risolvere un problema per raggiungere un obiettivo, in questo caso il modello ci aiuta a non lasciare il percorso a metà ma a proseguire fino al termine. È molto utile e utilizzato nei processi sul lavoro.






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